1400-1500. TADDEO SOLAZIO. Silloge epigrafica

1400-1500. TADDEO SOLAZIO. Silloge epigrafica.

BQBs, B.V.35.

SOLAZIO

Silloge epigrafica di Taddeo Solazio
— [BQBs, B. V. 35]

Cartaceo, databile sul finire del Quattrocento o agli inizi del Cinquecento, di ff. III+111+III, 270×200 mm: numerazione solitamente ad inchiostro sul margine superiore destro del recto dei fogli, talvolta a lapis, assai più recente, perfogli aggiunti posteriormente (i ff. 1-2, dei primi del XVII secolo sono stati legali assieme al primo quinterno durante la più recente legatura; la serie dei ff. 101-108, di formato assai più ridotto, databili anch’essi nel Seicento, sono stati legati con l’ultimo fascicolo del codice). Composizione in fascicoli: 1/12(2+10), 2-8/12; non vi sono segni o parole di richiamo; filigrana ancora non registrata nelle raccolte di Briquet o di Mazzoldi ma assai prossima ad altre di cartiere bresciane posteriori agli anni 1465-1470. Nota di possesso sul margine superiore del f. 1r «Georgius Medices physicus Brixianus 1630» e sul margine inferiore dei ff. 52r e 86r «Georgius Medices physicus». Sistema di rigatura con impronta da tabula ad rigandum, secondo uno schema frequente negli esemplari cartacei copiati da Taddeo Solazio. Assai frequenti note e postille marginali depositate da un gran numero di lettori nel corso dei secoli, in particolare nel Seicento. Alcuni fogli volanti con note e disegni più tardi e la breve scheda ottocentesca del bibliotecario Andrea Valentini. Talvolta i disegni dei monumenti con le epigrafi, in particolare quelli eseguiti con maggiore accuratezza, sono incollati ai fogli del codice (ff. 25v, 27v, 44r, 55r, 89r-v, 90r, 99r-v). La legatura è recente.
Questo codice, una sorta di vasto album di iscrizioni romane di Brescia e del suo territorio, è ben noto nelle fondamentali raccolte di epigrafi romane con l’appellativo di Mediceus, in virtù del nome di uno dei possessori, ed è una preziosa testimonianza della curiosità antiquaria del bresciano Taddeo Solazio, per tradizione ormai consolidata nella letteratura storiografica bresciana definito come il «primo raccoglitore delle iscrizioni bresciane». Si affianca ad altri sei codici epigrafici bresciani copiati dallo stesso antiquarius, di cui ricordo qui solo il Queriniano A.V. 26 (codex Corsinianus) e Venezia, Biblioteca Nazionale Marciana, lat. X 197 (3612), ampiamente illustrato da Angelo Brumana. Si tratta di una raccolta di sole iscrizioni bresciane che consta di poco meno di trecentocinquanta epigrafi numerate ed ordinate distinguendo quelle della città da quelle del territorio e raggruppate in relazione alla effettiva ubicazione: nella platea magna di Brescia (l’odierna Piazza della Loggia), sulle pareti del palazzo pubblico, presso S. Agata, presso la Cattedrale, S. Barnaba o in altre chiese in città, presso il monastero di Santa Giulia, in diversi siti dell’agro, Borgo S. Giacomo, Urago Mella, Gussago (Sale), Flero, Nave, Concesio, diverse località della Val Trompia. Castenedolo, Rezzato, Mazzano, Nuvolento, a Leno presso l’abbazia di S. Benedetto, Gottolengo, Gambara, Asola, Montichiari, Manerbio, Bagnolo… Di notevole interesse le epigrafi conservate presso le abitazioni di illustri cittadini bresciani quali alcuni membri della famiglia Palazzi, il maestro Nicola Botano, il giureconsulto Giovanni da Sale. Va segnalato che il disegno che racchiude il testo di molte iscrizioni spesso non è riproduzione fedele di monumenti esistenti, bensì il disegno che l’autore della silloge attribuisce liberamente a lapidi talvolta non più conservate al suo tempo e, assai di frequente, lontanissimo dalla realtà del reperto. Questa tipologia di disegni è comune a moltissime raccolte epigrafiche del passato ed è spiegabile in virtù della difficoltà di raggiungere i monumenti e di disegnarli direttamente in loco. Pertanto era assai frequente la consultazione di precedenti raccolte, in particolare, per Solazio, della silloge dell’antiquario carmelitano Michele Fabrizio Ferrarini, in lode del quale lo stesso Solazio aveva pubblicato nel 1486 l’opera De laudibus Michaelis Regiensis.

ANGELO PIACENTINI, in Dalla Pergamena al Monitor, I Tesori della Biblioteca Queriniana, La stampa, il libro elettronico, Brescia, Editrice La Scuola, 2004, p. 39.

Bibliografia

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